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["Decidere sui mercati","Consigli per la lettura","News: riflessioni","Un po' di statistica","Strumenti finanziari","Mercati e portafogli","Psicologia e finanza"]
«Proprio come l’uomo primitivo che un giorno si grattò il naso, vide piovere, e sviluppò un modo elaborato di grattarsi il naso per ottenere la pioggia che desiderava, noi oggi colleghiamo la prosperità economica a qualche riduzione dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, o il successo di una società alla nomina di un nuovo presidente.»
N.N. Taleb
La notizia più importante della settimana è, chiaramente, l’arrivo del tanto atteso primo taglio dei tassi da parte della FED che, come riteneva la maggioranza degli analisti nei giorni precedenti, è stato di ben 50 basis points. Il Presidente Powell, nelle sue comunicazioni, ha sottolineato gli aspetti postivi della situazione: il rientro dell’inflazione ci ha consentito di effettuare questo taglio nonostante l’economia non vada male. Per la prima volta dal 2005 la decisione è stata assunta con il voto contrario di uno dei membri del board, Michelle Bowman, che avrebbe preferito un taglio di 25 basis points.
I cosiddetti dot.plots, che sono le previsioni sull’andamento dei tassi nei prossimi anni da parte dei membri della FED, stimano in questo momento un taglio di altri 50 basis points nel 2024, tagli per l’1% nel 2025 e di altri 50 basis points nel 2026, arrivando così intorno al 3%. L’invito è a non fare nessun affidamento su queste previsioni, che cambiano più frequentemente di quanto cambi il vento.
In settimana erano in programma anche altre riunioni di Banche Centrali e, in particolare:
Continuano purtroppo ad aumentare le tensioni internazionali e, in particolare, in Medio Oriente, dove in Israele si parla di una nuova fase della guerra, che sta coinvolgendo il Libano a causa degli scambi di azioni tra Israele e gli Hezbollah, ma anche tra Russia ed Ucraina.
È a tratti davvero sorprendente come i mercati sembrino disinteressarsi totalmente degli scenari bellici e dei pericoli di allargamento dei conflitti.
Questa settimana abbiamo assistito ad un altro esempio da manuale dell’imprevedibilità dei mercati. Era diffusa la speranza per un taglio da 50 basis points da parte della FED ma era altrettanto diffusa la preoccupazione circa il fatto che i mercati azionari avrebbero potuto interpretarlo come un segnale di aspettative recessive da parte della stessa FED. Al contrario, il taglio da 50 basis points c’è stato ma i mercati azionari l’hanno accolto bene, sulla base forse di un aumento di speranze per un soft landing.
I mercati sono ai massimi ma la tecnologia è sotto ancora di alcuni punti percentuali rispetto ai massimi di luglio e i semiconduttori sono sotto ancora in doppia cifra. Questo significa che, in questo momento, i mercati sono stati sostenuti da una rotazione settoriale che, se avviene senza traumi, è certamente positiva dal mio punto di vista.
L’indice globale MSCI World guadagna l’1,2%. S&P 500 e Nasdaq 100 crescono entrambi dell’1,4% mentre fa un po’ meglio il Russell 2000 che segna un +2,1%. Più cauta ancora l’Europa, con l’Eurostoxx 50 che cresce dello 0,6%, mentre fa bene il Nikkei con un +3,1%. Molto bene la Cina con l’indice Hang Seng che guadagna il 5,1%.
Continua la discesa del VIX che perde 0,4 punti e si porta a 16,2 punti, con la curva a termine tornata in Contango. Da segnalare che, forse, il valore assoluto del VIX rimane un po’ alto se confrontato con il fatto che l’S&P 500 è sui massimi.
Altra circostanza poco prevedibile è stata che l’obbligazionario non ha “festeggiato” per il taglio FED, evidentemente il taglio era già scontato nei prezzi.
Il Global Aggregate cede lo 0,23%, appesantito dai governativi, mentre sono in controtendenza Corporate e High Yield che salgono, rispettivamente, dello 0,08% e dello 0,44%.
Il Treasury USA a 10 anni è ora al 3,74%, il Bund sulla stessa scadenza è al 2,21% e il BTP al 3,55%.
Sui 2 anni il Treasury è al 3,59%, il Bund al 2,23% ed il BTP al 2,66%.
Si conferma la tendenza alla normalizzazione della curva, con i rendimenti a 10 anni che, per gli USA, restano lievemente superiori a quelli a 2 anni e, anzi, cresce il divario. Come anticipato in altre edizioni di questa newsletter, secondo diversi analisti questo spesso coincide con correzioni, a volte anche significative, dei mercati azionari. In realtà il numero di evidenze non è tale da farne un dato statistico troppo consolidato. Diciamo che, a logica, se si arriva ad una normalizzazione che è dettata da un taglio dei tassi delle banche centrali dovuto ad una recessione, beh, è abbastanza normale che ci possa essere un calo dell’azionario. Al momento non può ancora essere chiaro quale sarà lo scenario economico con cui ci troveremo a confrontarci mai mercati sembrano scommettere sull’atterraggio morbido.
Nuova settimana di crescita per le materie prime, in parte forse sull’onda del clima di risk-on, con l’indice generale che sale del 2,1%. Positivi tutti i settori, con il Petrolio che, sulle aspettative di un “minor rallentamento” dell’economia globale, sale del 4,8% mentre l’Oro, con un +1,7% settimanale, continua a ritoccare i massimi storici e da inizio anno resta la migliore asset class, con un aumento del 27,1%.
Euro che si apprezza sul Dollaro, con un +0,8%, da inizio anno è in guadagno dello 1,1%.
MSCI World: +1,2% (Settimana), +17,7% (Anno)
Global Aggregate: -0,23% (Settimana), +3,13% (Anno)
Oro: 2.622 dollari, +1,7% (Settimana), +27,1% (Anno)
WTI Crude Oil: 71,9 dollari, +4,8% (Settimana), -0,9% (Anno)
Euro-Dollaro: 1,116, +0,8% (Settimana), +1,1% (Anno)
Qui di seguito l’andamento dall’inizio del servizio (1 luglio 2019) dei portafogli modello al lordo dei costi di transazione (variabili in base all’intermediario utilizzato e generalmente compresi tra 2,5 e 20 euro per ciascuna operazione), di quelli sostenuti per la consulenza e degli eventuali impatti della fiscalità ed al netto, invece, dei costi dei singoli strumenti utilizzati.
I dati si riferiscono al passato ed i risultati passati non costituiscono un indicatore affidabile dei risultati futuri.
I portafogli modello costituiscono la base utilizzata nell’attività di consulenza in materia di investimenti.
I singoli portafogli dei clienti possono differire dai modelli anche in modo significativo in ragione di diverse cause, valutate per ciascun cliente nell’attività di consulenza, quali contingenze fiscali, pianificazione, gestione del rischio di ingresso o in logica life cycle. All’interno del portafoglio complessivo del cliente possono anche essere presenti più portafogli in considerazione della pianificazione per obiettivi effettuata all’inizio o in corso di consulenza continuativa.
Settimana leggermente positiva per i portafogli, che ritoccano i massimi storici e, a questo punto, hanno recuperato integralmente il drawdown partito alla metà di luglio. Resta la considerazione che, dall’inizio di agosto, si è vista una volatilità a cui, da inizio anno, non si era mai assistito e questi picchi non vanno mai sottovalutati. Come anticipato sopra, il VIX rimane su valori relativamente alti per avere dei mercati ai massimi, non possiamo sapere se questo segnali, comunque, una latente suscettibilità dei mercati.
Ricordo sempre le principali emozioni a cui dobbiamo stare attenti operando sui mercati (so che sarete stanchi di leggerle o che, più probabilmente non le leggerete più ma, in realtà, sono quel tipo di considerazioni a cui bisogna ricorrere ogni tanto, quando ci si domanda cosa si stia facendo… e, quindi, repetita iuvant):
In occasione delle correzioni è anche necessario non lasciarsi prendere dal desiderio di uscire dal mercato o di ridurre significativamente le esposizioni per mettere fieno in cascina. Questo comporta costi fiscali ed enormi difficoltà nell’individuare poi il momento opportuno per rientrare.
Manteniamo sempre il focus determinante sulla pianificazione individuale di ciascuno, che è l’unico aspetto sotto il nostro controllo (oltre naturalmente all’efficienza data dal contenimento dei costi), non essendo i mercati né controllabili né prevedibili, ricordando anche che:
Raccomandazioni generali
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